Mi sto abituando alla solitudine pomeridiana ormai.. Mio fratello lavora e i miei lavorano e io casa da sola, a studiare o almeno a provarci. Essendo sola non mi riesco a controllare come vorrei. Salgo e scendo dalla bilancia in un continuo sperare di vedere il peso diminuito, solo illusioni. Ovviamente la pizza ha fatto il suo effetto: 48,8. Che schifo.
Inoltre fumo - come si suol dire - come un turco. Non riesco proprio a controllarmi. Il resoconto del pomeriggio e, più in generale, della giornata intera è negativo. Ho letto quello che dovevo leggere ma non ho ripetuto e questo non è per nulla un bene, ma proprio mi era seccato.
Aggiorno anche per dire che i miei piani sono letteralmente falliti. I miei appena arrivati hanno iniziato a pelare le patate, pensavo ad una semplice insalata che avrei anche potuto evitare o prenderne due pezzi per fare la parte, invece hanno fatto la frittata con le patate (prima friggono le patate). Terrore. Ho calcolato, prendendo dal sito mai dire dieta, che la frittata fosse 150 g e che questa porzione valesse 216 kcal, come lì riportato, ma secondo me potrebbe valerne anche 300, se non 350. Se tengo in considerazione il primo valore arriverei ad un totale di 813 kcal. Ma penso che queste kcal totale siano di più. Meglio illudersi oppure calcolarne per eccesso? Facciamo che non mi illudo, calcolo un totale di 947 kcal. E il bello è che mentre mangiavamo mia madre mi dice "mi da quanto tempo non mangiavamo frittata?" e io nella mia testa "e guarda non mi è mancata". Ovviamente non ho mangiato né pane né nient'altro. Mi sono riempita di acqua.
Prima di cenare, vista la temibile scoperta, mi sono messa a giocare a just dance. E' un modo simpatico per sudare e quindi consumare kcal. Non so per quanto ho ballato, minimo 15 minuti. Avrò consumato pochissime kcal, tipo 54.
Passando ad un altro argomento. La scorsa settimana dovevo vedermi con la psicologa ma per via dell'orale inaspettato ho dovuto rimandare. Le ho anche fatto sapere il risultato dell'esame e mi ha risposto congratulandosi. In ogni caso non ha minimamente menzionato il giorno in cui rivederci. Sono più di tre settimane che non ci vediamo ormai.
A dire il vero mi sono sentita combattuta, non sapevo se contattarla oppure no. Visto e considerati i pensieri di questo periodo mi seccherebbe andare da lei e pagarla per raccontarle menzogne. Di certo non avrei problemi di peso visto quello che ho mangiato tra ieri e oggi e suppongo che anche domani sarò sopra i 48 kg. Però non so. Alla fine le ho mandato un messaggio e forse ci vediamo domani mattina. Dico forse perché non mi ha ancora risposto al messaggio in cui le chiedevo l'orario. Vedremo.
In ogni caso non so ancora cosa dirle e di cosa parleremo. Non so se dirle di tutto quello che mi passa per la mente, oppure lasciare correre e portare il discorso lontano da quello che è attualmente il mio stato d'animo. Ancora non so, alla fine so che andrà a finire come tutte le altre volte e che le dirò la verità e poi me ne pentirò.
E' che la "terapia" sta prendendo una piega strana o forse l'ha sempre avuta. All'inizio pensavo che fosse normale, dire la verità, pentirsene e starci male, ma con il tempo questo sarebbe dovuto cambiare. La terapia avrebbe dovuto aiutarmi ad essere più serena e a non voler più ricadere in questo vortice. E invece, passa il tempo, ed io sono sempre la stessa. Io con i miei pensieri, con la mia ossessione per il peso, con l'ossessione del cibo. L'unica cosa che è cambiata forse è che adesso non attuo più questi comportamenti sempre, ma li alterno. Ci sono momenti in cui sto bene e altri in cui sto male, ma comunque la sostanza è sempre quella. Continuo a desiderare di dimagrire, di vedere il peso scendere e non capisco il perché.
Ho sempre saputo che non si guarisce mai da un dca ma pensavo che con il tempo il pensiero si sarebbe affievolito, sarebbe diventato più sopportabile, più sbiadito. Ecco, mi ha risposto. O alle 9 o alle 12, e mi ha detto anche se posso rimanere mezzora in più per compilare "quel test" e sinceramente non mi ricordo di che test parla. La mia vita è fatta di test, ne ho già le palle piene.
Che devo fare? E' già difficile ammettere queste cose qua, figuratevi con lei. Dirle "no, sai.. E' che pensavo che in fondo questi due anni di terapia non mi sono serviti a nulla, forse sono stata io a non essere totalmente sincera o forse la malattia è più forte" no. Non posso. Ogni tanto ripenso a questa cosa e cerco di impegnarmi di più per "guarire", ma il legame è troppo forte, troppo. Non riesco - e dico - non riesco, a pensare di dover essere uguale alle altre. Capite che significa? Un peso normale, un corpo normale, una mente normale, una vita normale. Non riesco ad accettare una cosa del genere, e non capisco il perché. Forse dovrei scrivere qualcosa e poi fargliela leggere, visto che dire le cose a parole è molto più difficile, almeno non ti guarda mentre le dici. Forse dovrei dirle che adesso la sento più viva che mai, la malattia, che non voglio arrivare di nuovo ai 43 kg (oddio, cerco di contenermi) ma che non voglio salire. Io non posso dirglielo, non posso, anche se lei vuole solo aiutarmi, io non posso.
Penso queste cose, guardo la mia vita e non mi sembra la mia vita. Sento di essermi appropriata dei ricordi di un'altra persona, ma che non sia stata io a viverli.
Ripenso al giorno in cui mi presentai al centro dca, ripenso all'incontro con lei e non mi sembra vero. Ero io? O solo una mia proiezione?
Mi sento terribilmente confusa.
Vado a studiare.
Scusate il post lungo chilometri.
Snotra.
Non immagini quanto ti capisca ... anche io mi ero data ottimi propositi ma.. sonl andati a farsi benedire.. ;(
RispondiEliminaNon contatto lo psic da molto.. e vorrei farlo..
ti abbraccio tesorino <3
isanu
Ciao..sn una tua nuova lettrice..a dire il vero ti seguo da un paio di giorni ma non sapevo cosa dirti, è sempre difficile iniziare a commentare per la prima volta un blog, una nuova persona, una nuova storia, nuovi problemi, nuove certezze..ma fa parte della vita avere novità..fa parte della vita il cambiamento..è per questo che non ti rivedi in quella te speranzosa che andò lì in cerca di aiuto, con una speranza che adesso ti sembra affievolita..ritrova i tuoi pensieri..ritrova te stessa, cercati....e abbi il coraggio di dire TUTTO...lei è lì per ascoltarti...stai serena...
RispondiEliminaTi abbraccio e ti seguo...
eh già tesoro..
RispondiEliminaanche i miei buoni propositi sono andati a farsi f.....
nn hai idea...
ma i miei nn sono durati neanche un giorno..
lE RICADUTE POSSONO STARCI, OK? nON DEVE ANDARE SEMPRE TUTTO BENE. Se la psicologa continua a volerti vedere è perchè ancora hai tanta strada da fare e soprattutto perchè crede in te e in quello che stai facendo. L'hai iniziata questa lotta, dovrà avere una fine anche! Non importa quando l'importante è che ci sia.
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RispondiEliminaIl problema, lo sai, è che sei tu a non volerne uscire, la psicologa senza il tuo volere non può fare nulla..e fidati, hai pienamente ragione, è inutile andare a raccontare balle.
RispondiEliminaCosa vuoi? Chieditelo, tante, tantissime volte e giungi a una conclusione. Io credo una psicologa non possa aiutarti, devi essere tu, da sola ad aiutarti, ma puoi farlo solo se lo vuoi.
Hai un obiettivo? I 43 kili, raggiungili, il più presto possibile e poi scappa, scappa da questa ossessione. Ti capisco perfettamente!
Fai ciò che ti rende felice, ascolta sempre il tuo cuore!
Un bacione
Cadere serve a rialzarsi!!!forsa belloccia!!!!ce la faaaai!!!!! Ma cerca di evitare le frittate super suicide!
RispondiEliminaCapisco che tu sia confusa, si percepisce da ogni parola che scrivi, ma se hai voglia di guarire è già qualcosa.
RispondiEliminaPenso che scrivere possa essere un aiuto, e se lo fai leggere alla dottoressa, forse lei saprà meglio cosa fare per te.
Provaci.
come ho detto a bolle di sapone..sto pensando..ora non parlo per scaramanzia..
RispondiEliminama può essere che..faccio come il figliol prodigo..
grazie tesoro per tutti i tuoi appelli disperati..
Ogni strada che percorriamo è sempre difficile e piena di buche.
RispondiEliminaL'importante è non arrendersi mai. Magari fermarsi un attimo, e riflettere su quello che si vuole veramente. Perché se non c'è la volontà purtroppo è ancora più difficile riuscire ad arrivare alla meta. Dove la meta si spera essere una guarigione.
Guarire non vuol dire essere uguale a tutte le altre. Vuol dire semplicemente essere te stessa, ma essere felice, ABBANDONARE OGNI OSSESSIONE. Non temere di omologarti. Non sarà così!
Un abbraccio.
Io non ho mai parlato con psicologi di nessun tipo, anche se diverse volte ho pensato che dovessi farlo. Quindi il mio parere al riguardo conta come il due di picche.
RispondiEliminaPremesso questo, penso che se si decide di fare una terapia, sia implicita la necessità e la volontà di essere totalmente sinceri. Ascolta bene, non ti sto criticando. Chi ti scrive è la persona che fa più fatica a rivelarsi per ciò che è veramente che esiste su questo pianeta. Capisco quanto sia difficile. Ma se hai deciso di provare a guarire, allora sii sincera, apriti e non avere paura di farlo. I dottori non possono fare miracoli, devono sapere veramente ciò che hai in testa per poterti aiutare.
E credo anche che non dovresti sentirti in colpa... perché non provi a parlare alla tua psicologa anche di questo? Forse è lei che dovrebbe cambiare atteggiamento per metterti più a tuo agio. Prova a confessarle che hai paura a dirle come realmente stanno le cose perché hai paura di deluderla.
Non so che tipo di persona è, da quanto la conosci, da quanto sei in terapia. Ma non ha senso prenderti in giro in questo modo, fai solo più fatica... A cercare di mostrarti come quella che ha raggiunto i risultati che gli altri si aspettano, e nel frattempo a lottare in silenzio con te stessa. Posso immaginare quanto sia difficile confessare queste cose.
Ma, per come la vedo io da persona esterna, mi pare sia la cosa migliore.
Un abbraccio.