E me lo dovevo aspettare. Sono salita a 47,800 kg. Ma quanto mi sento uno schifo? Non deciderò nulla per i giorni a venire, vivrò al momento, cercando di resistere il più possibile agli attacchi di fame. E forse la cosa brutta è proprio questa: più voglio stare a dieta, più la fame si fa irresistibile e cedo facilmente alle tentazioni. Mi terrò lontana dalla cucina prima che il pranzo sia finito, mangerò lentamente, e una volta finito il piatto che ho davanti vedrò di alzarmi dal tavolo, così da non allungare le mani per mangiare altro. Oggi ho avuto l'incontro con la psicologa... Non so perché ma ogni volta che dice "non sei più anoressica" è come se ricevessi una pugnalata alla schiena. Eppure non dovrei essere felice? Dire "ma guarda che sei brava! Adesso la gente non ti definisce più anoressica, adesso sei una ragazza come tante che cerca di migliorare il suo rapporto con il cibo". No, non ce la faccio a pensare questo, piuttosto penso che sono una perdente. Oggi mi ha detto che l'Anoressia è un disturbo egosintonico, ovvero che noi, pensiamo che sia normale vivere la nostra vita da persone che gli altri possono definire malate; per noi è normale adottare dei certi comportamenti che per gli altri sono del tutto anormali e sbagliato. Ma lo facciamo senza rendercene conto. Mentre, ad esempio, la bulimia è un disturbo egodistonico, cioè che le persone affette da queste patologie si accorgono del fatto che i loro comportamenti sono sbagliati, che vomitare è sbagliato e che vorrebbero risolvere i loro problemi, quindi si rendono pienamente conto di avere un disturbo.
Cose strane. Ora, dice lei, dovrò lavorare per eliminare quei comportamenti che non fanno altro che far persistere il disturbo. Ma io sinceramente non lo so, le mie motivazioni stanno andando a farsi fottere e la voglia di dimagrire, di perdere peso, di stare sempre sotto i 47kg si fanno sempre più spazio nei miei pensieri
DA:
Colazione: biscotti vitasnella (200kcal)
Pranzo: pasta (250-300 kcal)
Vediamo come si mettono le cose.
Oggi devo studiare tantissimo. L'esame è il 13 febbraio, poco tempo e troppe cose da fare. E tanta paura.
Una canzone alla radio di sottofondo, la nostra macchina che cammina lungo le strade della città, i pensieri straripano irrefrenabili dalla mia mente. Ma il pensiero preponderante è uno, quello che più mi ha attanagliato la mente in questi giorni, che pensandoci non è neanche un pensiero è, più che altro, uno stato d'animo: la paura. In questi ultimi tempi ho provato spesso questo senso di inquietudine causato dalle cose più banali o magari dalle cose più improponibili e impensabili, ma che il mio cervello, ahimè, ha elaborato continuamente. La notte si sta trasformando da fedele compagna a nemica temibile, ogni minimo rumore mi spaventa e mi ritrovo con gli occhi spalancati nel buio e un senso di ansia infinito che mi soffoca. Guardo i notiziari e quest'ansia non fa che aumentare: la crisi, la disoccupazione, le tasse, la povertà, l'Iran con il suo nucleare e quindi la guerra. Mi ritrovo spesso a pensare che in questo periodo è sbagliato, per me, guardare i notiziari. Non riesco a metabolizzare le notizie e sto male. Ma non è solo questo a spaventarmi, potrei infatti aggiungere la paura del mio domani, l'università che si sta dimostrando essere davvero pesante, la paura di non riuscire ad entrare alla facoltà di Medicina e Chirurgia neanche quest'anno, la paura di non poter avere neanche questa certezze. Ora come ora ci sono soltanto interrogativi a cui nessuno sa dare una risposta, un periodo assurdo che non so se si sia mai vissuto in questo modo. Le crisi, in passato, sono sorte prima di una grande guerra e dopo la guerra c'è stata la ripresa; ora invece stiamo vivendo una crisi senza guerra, una crisi che persiste, una situazione di stallo. Nessuno è d'accordo con nessun altro e alla fine a pagare le conseguenze dei giochi dei politici siamo solo noi. Noi comuni mortali. Ma come posso riservare un minimo di ottimismo per il domani? Mi viene davvero difficile, io sono di natura una persona che tende al pessimismo e forse è proprio questo pessimismo a farmi vedere le cose peggio di come realmente sono? Spero che sia così, spero che sia solo frutto del mio pessimismo, del modo strano che ho di vedere le cose. Cerco di chiudere gli occhi e di allontanare queste sensazioni, queste paure che mi rendono la vita molto più difficile. Dovrei maturare la capacità di prendere le cose con più leggerezza, ci proverò, ma mi sembra davvero difficile.
Eccomi di nuovo qui...sono tornata l'altro ieri, ma dovevo riprendere il ritmo e cambiare il mio "fuso orario". E' stato un capodanno veramente piacevole, la compagnia (non conoscevo tutti) si è rivelata perfetta. Tutto è andato per il verso giusto, tutto fuorché la mia testa. Lei mi diceva una cosa e io facevo l'esatto opposto. "Non prendere un'altra porzione di patate al forno, fatti bastare quella che hai...lascia strafogare gli altri"...quanto è stato difficile conciliare la malattia con questi giorni di pace e tranquillità...
Oggi io e il mio ragazzo facciamo 4 anni. Dato che le mie finanze non mi permettono granché, ieri ho preparato per la prima volta la crostata con la cioccolata (si sono sadica!), con le nostre iniziali sopra...fortunatamente ne ho assaggiato un pezzetto piccolo piccolo e il resto l'ho lasciato a lui...cazzo, 4 anni cominciano ad essere veramente tanti. Mi sembra ieri quando ci siamo legati l'uno all'altra, eppure di difficoltà ne abbiamo incontrate parecchie. Prima di incontrare Lui, sono sempre stata piuttosto reticente sull'Amore. Non ho mai creduto in questo sentimento, finché non ci sono rimasta sotto, travolta dalla sua onda d'urto! Quando affermo che oltre a lui non ho bisogno di conoscere nessun altro, sento veramente ciò che dico. Ho la certezza che non potrò mai legarmi ed amare qualcun altro come amo Lui. Penso seriamente che le anime gemelle esistano davvero, e noi lo siamo. Il post ha preso una piega romantica, perciò via lascio con un paio di canzonette molto significative per me e Lui...