lunedì 9 gennaio 2012

La paura

Una canzone alla radio di sottofondo, la nostra macchina che cammina lungo le strade della città, i pensieri straripano irrefrenabili dalla mia mente. Ma il pensiero preponderante è uno, quello che più mi ha attanagliato la mente in questi giorni, che pensandoci non è neanche un pensiero è, più che altro, uno stato d'animo: la paura. 
In questi ultimi tempi ho provato spesso questo senso di inquietudine causato dalle cose più banali o magari dalle cose più improponibili e impensabili, ma che il mio cervello, ahimè, ha elaborato continuamente. La notte si sta trasformando da fedele compagna a nemica temibile, ogni minimo rumore mi spaventa e mi ritrovo con gli occhi spalancati nel buio e un senso di ansia infinito che mi soffoca. 
Guardo i notiziari e quest'ansia non fa che aumentare: la crisi, la disoccupazione, le tasse, la povertà, l'Iran con il suo nucleare e quindi la guerra. Mi ritrovo spesso a pensare che in questo periodo è sbagliato, per me, guardare i notiziari. Non riesco a metabolizzare le notizie e sto male. Ma non è solo questo a spaventarmi, potrei infatti aggiungere la paura del mio domani, l'università che si sta dimostrando essere davvero pesante, la paura di non riuscire ad entrare alla facoltà di Medicina e Chirurgia neanche quest'anno, la paura di non poter avere neanche questa certezze. Ora come ora ci sono soltanto interrogativi a cui nessuno sa dare una risposta, un periodo assurdo che non so se si sia mai vissuto in questo modo. Le crisi, in passato, sono sorte prima di una grande guerra e dopo la guerra c'è stata la ripresa; ora invece stiamo vivendo una crisi senza guerra, una crisi che persiste, una situazione di stallo. Nessuno è d'accordo con nessun altro e alla fine a pagare le conseguenze dei giochi dei politici siamo solo noi. Noi comuni mortali. Ma come posso riservare un minimo di ottimismo per il domani? Mi viene davvero difficile, io sono di natura una persona che tende al pessimismo e forse è proprio questo pessimismo a farmi vedere le cose peggio di come realmente sono? Spero che sia così, spero che sia solo frutto del mio pessimismo, del modo strano che ho di vedere le cose. 
Cerco di chiudere gli occhi e di allontanare queste sensazioni, queste paure che mi rendono la vita molto più difficile. Dovrei maturare la capacità di prendere le cose con più leggerezza, ci proverò, ma mi sembra davvero difficile. 
Snotra.

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