Vi capita mai di leggere i vostri vecchi post? Io sono andata nel blog chiuso dove conservo i vecchi post, i vecchi ricordi.. E mi ritrovo spesso a provare nostalgia dei tempi che furono, seppure quei tempi siano stracolmi di tristezza e malessere. Assurdo. Parole scritte circa tre anni fa e che rispecchiano quello che ero, quello che mi manca. Desidero fare ordine nei miei pensieri, nella mia vita, ma non riesco a trovare un metodo efficiente. Alle volte mi guardo intorno e tutto quello che vedo, le persone che vedo mi sembrano totalmente estranee alla mia vita e più passa il tempo, più la confusione aumenta. Quello che è stato non può essere cambiato, deve essere accettato, perché nessuno in questo mondo può tornare indietro nel tempo e ridipingere la propria vita. Se non avessi fatto certi errori, se non avessi reagito come effettivamente ho fatto sono sicura che adesso non sarei qua, a scrivere parole prive di senso. I DCA ti cambiano la vita e rimane per sempre la cicatrice.. Non si rimargina mai del tutto quella ferita, basta un niente che quella ferita si riapre e il sangue inizia a sgorgare come un fiume in piena. Sei tu che puoi fermare quel sangue, che puoi ricucire - momentaneamente - quel tagli profondo, ma tu spesso non vuoi. Ti ritrovi a pensare cose non hanno senso e che non fanno altro che mettere disordine nella propria vita. La mente umana è un labirinto impossibile, puoi pensare di aver trovato la strada che porta dritta all'uscita e invece più vai avanti più vedi avvicinarsi a te un muro.. ed è proprio quella strada che ti porterà in un vicolo cieco... E la strada è troppo stretta per fare inversione, puoi fare retromarcia, certo, ma se premi troppo l'acceleratore vai a sbattere dritto contro un muro. E allora chiudi gli occhi, rifletti per trovare una maniera semplice per uscire, per tornare indietro, ma non c'è. E chiudi gli occhi. Magari aspetti che il tempo passi e che tutto si risolva da se, aspetti che quel muro davanti a te crolli come un castello di sabbia, ma il muro non è fatto di sabbia, è fatto di cemento e allora cazzo, non può crollare.
Porti dentro un fardello troppo pesante da trasportare e lo dovrai fare per tutta la vita, non puoi buttarlo via, ti appartiene e fa parte di te. Non c'è via di uscita. Esterna i tuoi sentimenti, le tue emozioni, i tuoi ricordi, magari qualcosa cambierà, magari tu cambierai e allora aspetta. Aspetta qualcosa...
Snotra
Hai mai letto Siddharta di Hermann Hesse? Io credo che la ricerca di vita compiuta dal protagonista sia l'esempio di come può essere una vita: un continuo fluire, andare, percorrere. Spesso le parole che utilizziamo per descriverci non significano nulla, nel senso che possono essere ingannevoli e poco inerenti alla realtà. Allora basati sui fatti, su quello che cercavi allora e quello che cerchi oggi.
RispondiEliminaForse la tua costanza è proprio questa nostalgia, questa malinconia. Tu ti interroghi come sia possibile pensare di essere malinconica anche dopo aver compiuto qualcosa di importante. Ti sei mai chiesta se tu davvero vuoi liberarti di questa malinconia? Cioè se vuoi trovare le ragioni dentro di te per annullarla? Forse hai bisogno di tracciare un senso della tua esistenza e lo trovi proprio nella malinconia. Rinunciare alla malinconia sarebbe come rinnegare una vita intera. Tu vuoi davvero trasmigrare da una vita ad un'altra? Se un giorno un uomo ti dicesse: "prendi quella pistola e spara contro la tua malinconia", tu saresti capace di premere il grilletto? Non rispondere a me, ma te stessa.
Hai scritto delle cose verissime a proposito dell'impatto di un DCA sulla vita... però, prova a considerarla anche da questo punto di vista: non sta scritto da nessuna parte che se una cosa è stata in un certo modo, allora vuol dire che debba essere in quello stesso modo per sempre.
RispondiEliminaFortunatamente abbiamo il libero arbitrio, perciò ogni singolo giorno nella tua vita tu hai la possibilità di reinventarti da capo, e in un modo sempre nuovo... non sottovalutare questo potere. Non rimanere a rimuginare, niente "waiting for" come dice il titolo del post, non devi aspettare, sei tu che devi agire e creare qualcosa di nuovo.
C'è uno dei miei libri preferiti che dice: "If you change nothing, nothing will change"... ed io credo che sia assolutamente vero. Purtroppo non esistono i miracoli... la vita dobbiamo farcela da sole. Ma abbiamo la possibilità di scegliere COME farcela, e qui sta tutta la nostra forza.
Lo so bene quanto vuoto lasci l'allontanarsi da un DCA, ma non vederlo negativamente, anzi... è un vuoto che adesso puoi riempire con tutte le altre cose che arricchiranno la tua vita...
Ti abbraccio forte forte...
Credo anche io che la ferita che ti lascia un DCA sia indelebile e molto profonda. Puo' cicatrizzarsi per un po', ma in determinati momenti puo' ritornare ad aprirsi e a fare male. Purtroppo è un peso che dovremo portarci sempre dietro. Ma questo non vuol dire che non possiamo sperare in una vita migliore. Non si puo' togliere definitivamente questo peso, ma lo si puo' rendere più leggero, e lo si puo' fare con un duro e lungo lavoro su se stessi, ma credo che valga la pena compierlo. Abbiamo diritto a una vita migliore, abbiamo diritto a essere felici. Allora non lasciamoci bloccare da questo ostacolo, non arrendiamoci mai! Perchè vale la pena lottare...
RispondiEliminaUn abbraccio.
E' vero..non si può tornare indietro e il passato, sì, ci appartiene per sempre. Ma ricorda c'è il futuro.. per quanto, assurdo possa sembrare, esiste. La speranza è l'ultima a morire..
RispondiEliminaDi tanto in tanto leggo i miei vecchi post e il più delle volte mi sento ridicola, come se mi vergognassi di me stessa. COntribuiscono a farci analizzare la nostra vita da un'altra prospettiva, come se nel momento in cui li leggiamo stessimo leggendo di un'altra persona che non siamo noi. Avvolte però ravvivano dei ricordi, ci tengono in costante confronto con il nostro passato, ci fanno imparare dai nostri stessi errori. Così come il passato stesso... è un bene - da una parte - non dimenticarlo, certe esperienze non posso no che rafforzarci. E' da questo secondo me chedobbiamo trarre spunto, imparando ad apprezzare ogni signola cosa della nostra vita perchè il passato non può essere cancellat, farà sempre parte di noi.
RispondiEliminaAbbiamo scritto entrambe, in diversi modi, di strade. Nella stessa sera per di più.
RispondiEliminaComunque, mi ritrovo molto nelle tue parole... Anzi, non ho nient'altro da aggiungere né da dire, quasi mi viene da scusarmi per questo commento insulso. Volevo solo farti sapere che ci sono e che anche se al momento non so come aiutarti o cosa dire per iniettarti dell'ottimismo o del buon umore, son qui che mi adagio perfettamente affianco ai tuoi sentimenti e stati d'animo. Posso solo dire che passiamo tutte tante di quelle fasi - alcune durano un giorno, altre qualche mese, cinque minuti, un anno - che quando ce n'è una triste, brutta, pesante, vuota possiamo solo sospirare, chiudere gli occhi, tranquillizzarci sapendo che passerà anche questa. Oppure agire per cambiare la situazione - facile a dirsi, quasi sempre un po' meno a farsi. Io dico che presto inizieranno i corsi, e allora metterai tutta te stessa per costruire quel sogno che hai già iniziato a realizzare. Arriveranno le soddisfazioni, le difficoltà, le ore ed ore di impegno e il tempo a disposizione per pensare troppo sarà decisamente meno. Tieni duro ancora qualche giorno, cerca piuttosto di godertelo facendo qualcosa che ti piace (come leggere, ad esempio) e poi... e poi spacca tutto e dimostra chi sei, semplicemente.
Ti abbraccio.
Ora come ora mi fa proprio schifo commentare. Un discorso "faccia a faccia" non può essere certo sostituito da questo.
RispondiEliminaVorrei dirti tante cose ma allo stesso tempo mi mancano le parole.
Per quanto riguarda il guardare nel proprio passato, beh, quello credo sia istintivo del genere umano.
Inoltre hai scritto: " Alle volte mi guardo intorno e tutto quello che vedo, le persone che vedo mi sembrano totalmente estranee alla mia vita e più passa il tempo, più la confusione aumenta.".
Insomma, mi sto convincendo giorno dopo giorno che la vita è tutto una gran confusione e forse è fatta per rimanere tale. Magari la tanto rinomata "normalità" è proprio questo, o magari il tutto è il nulla e il nulla è tutto.
Forse sta andando tutto come deve. Meglio di così purtroppo non riesco a spiegarmi.
Ti stringo.