Sento il bisogno di scrivere questo post, avviso a chi non è interessato di non leggere perché sarà un post abbastanza lungo. Vorrei parlare, senza peli sulla lingua, di un argomento abbastanza complesso che ci vede direttamente partecipi e che vede al centro della mia attenzione i nostri blog e ancor di più di quello che ogni giorno viviamo. Potete chiamarlo problema, forza o malattia, chiamatela come volete ma l'anoressia (così come la bulimia) è una malattia. Io l'ho sempre pensato: l'anoressia e la bulimia sono malattie.
Mai si potrebbe dire o pensare che una ragazza fa tutto ciò per gioco, perché i disturbi alimentari non sono un gioco. L'anoressia è una malattia complessa e non può uno sguardo superficiale inquadrare quello che è effettivamente il problema. L'anoressia non è una scelta, l'anoressia è qualcosa che si annida dentro e che, giorno dopo giorno, va crescendo finché non raggiunge l'apice e scoppia in un immensità di pensieri e di emozioni che si ripercuotono, effettivamente, sul modo di essere di una persona. Viene alimentata dai vari commenti e dalle varie situazioni che si vivono da bambini e che, volente o nolente, influenzano la personalità della persona, del bambino. Sapete quanto un commento può influenzare la persona? Aggiungete che quella persona ha più o meno l'età di 10 anni... Parliamo quindi di una persona in formazione che guarda il mondo con curiosità e si chiede il perché di tutte cose, parliamo di un bambino. Bene, adesso io non voglio criticare e giudicare nessuno, ma penso che questa non è una scelta di vita, non è una decisione che si prende da un giorno all'altro "toh guarda, sono grassa, non mangio più" non è così che funziona, oppure "guarda quella modella quanto è magra, ora la imito". No, non è così o comunque per me non è stato così. Quando è iniziato tutto manco seguivo la moda, le sfilate... Quell'apparente bellezza alla quale, spesso, si è data tutta la responsabilità della diffusione dei disturbi alimentare. Attenzione, non sto dicendo che la moda/mondo dello spettacolo non alimentino questo disturbo; dobbiamo ammettere che i canoni della bellezza di oggi fanno davvero schifo. Partendo dalle "forme" della donna arrivando alle operazioni chirurgiche che conducono alla modificazione di ciò che si è realmente (un naso, il seno, gli zigomi e così via). Ma non si deve dimenticare che l'anoressia non è una malattia del ventesimo secolo, è una malattia che esiste da tempo immemore, anche Santa Caterina da Siena ne soffrì e stiamo parlando del Medioevo, non del 1900. Lo so perché oltre ad averla vissuta, questa malattia, l'ho studiata e ho cercato di approfondire sempre di più per capire le cause prime che portano un persona a vivere tutto ciò. Ma è naturale che le storie cliniche sono tutte differenti. I disturbi alimentari possono essere causa di un conflitto con la madre, possono anche essere favoriti in quelle persone che hanno una sensibilità maggiore nei riguardi del mondo e delle cose. Non lasciamoci ingannare dall'apparenza e non riduciamo una malattia, di cui si potrebbero scrivere pagine su pagine, a quattro semplici parole.
L'anoressia è una malattia che ha avuto la sua massima diffusione dopo la guerra e in particolar modo nel ceto medio-borghese, quelle persone che stavano economicamente bene e che non avevano, apparentemente, problemi. In una scuola privata di non so quale parte dell'America, anni dopo la fine della guerra, si calcolò che una buona percentuale di ragazze vivevano, effettivamente, un problema di notevole importanza, ovvero un disturbo alimentare. Ed è dunque innegabile che la diffusione di questi problemi è anche frutto della società in cui viviamo. Ma non è un problema che deve essere messo da parte o dare la colpa di tutto ciò a chi ne soffre.
Prendendo in esame la mia esperienza.. Quando tutto è iniziato non pensavo che sarei arrivata dove, dopo, sono arrivata. Mi vedevo grossa - ed esperienze del passato me ne avevano dato la conferma - e così a poco a poco è andato crescendo quel pensiero che già avevo dentro, da sempre. Iniziai a mangiare di meno, poco per volta, e a poco a poco iniziai a perdere quei chili che per troppo tempo avevano fatto parte della mia vita. Poi la situazione degenerò. Iniziai a rendermi conto di quello che mi stava succedendo mesi dopo, non subito, no. Ma a quel punto non riuscivo più a fermarmi, non lo volevo, stavo meglio (apparentemente) e così continuai. Leggevo negli occhi della mia famiglia la preoccupazione, il dolore.. ma facevo finta di non vedere, avrebbe fatto troppo male rendersi conto della situazione. Ma il tempo porta a galla tutto e ti sbatte in faccia quella che è la realtà delle cose e sei costretto a fare i conti con tutto e tutti. E' sempre così, per ogni cosa. I problemi vanno affrontati. E così, dopo la disperazione di mia madre e dopo le parole di incoraggiamento di una ragazza (no, non soffriva di nessuna malattia) mi convinsi che non poteva continuare in questa maniera e così chiesi aiuti. Mia madre chiamò il centro per disturbi alimentari della mia città e così incontrai la mia attuale psicologa. Non mi dimenticherò mai quel giorno. Quell'uomo che mi faceva domande, che cercava di leggere dentro di me, i suoi occhi che non si staccavano mai dai miei e io che reggevo lo sguardo. Rispondevo a tutte le sue domande, sinceramente. "Quando pesi?" - "43,5 kg" - chiede alla psicologa di calcolare il BMI ma io l'anticipo "16,99" - "ah brava" - "hai le mestruazioni?" - "no" - "da quanto?" - "circa 4 mesi". E così iniziò tutto. Il mio puntuale appuntamento settimanale con quella donna che ancora oggi mi sopporta. E, con difficoltà, iniziai a riprendermi, a riprendere in mano le redini della mia vita. E' difficile, ancora oggi, si alternano momenti sì e momenti no, ma questo non significa che fallirò, anzi, so per certo che imparerò a convivere con tutto questo.Memore dei tempi che furono, fiduciosa per il mio domani.
E arrivo dove volevo arrivare: il blog.
Ho sempre avuto l'abitudine di scrivere i miei pensieri, sin dall'inizio dell'adolescenza, anche quando andavo alle elementari ne tenevo uno. Tempi dopo, consegnai il diario a mia madre, le dissi di leggerlo e di farlo sparire successivamente. Poi ne tenni un altro e segnai lo stesso destino di quello precedente. Ma mia madre lo conservò. Ogni tanto lo riprendo, rileggo quelle pagine tristi e mi chiedo come possa essere mai successo che proprio io avessi scritto quelle pagine. Poi scoprì il mondo dei blog e il blog sostituì, in parte, il diario cartaceo. Il blog, però, aveva qualcosa in più. Condividevo le mie pagine tristi. Trovai ragazze che la pensavano come me e insieme ci davamo la forza. Attenzione però spesso non era "io spingo te a dimagrire e tu spingi me nello stesso verso" era un "coraggio ti riprenderai", alle volte sì, è vero, il senso di quei commenti era lampante, ma fondamentalmente ti influenzano un minimo. Poi sta a te avere la forza di isolare i commenti negativi da quelli positivi. Io penso che il blog personale oltre che essere un posto in cui sfogarsi è anche un modo per trovare persone che oltre a pensarla come te ti spingono e ti supportano affinché tu riesca a stare bene. Un altro senso dei blog è questo. Si creano delle amicizie virtuali importanti e tutte vogliamo il meglio per le altre, vogliamo che le altre persone stiano effettivamente bene. Dall'esterno non so quello che sembra. I nostri blog sembrano tutti uguali, stereotipati, ma non è così. Dietro ogni blog c'è una persona che soffre e che cerca di stare meglio. C'è chi ha capito che questa strada non lo porterà da nessuna parte e chi ancora si ostina a credere che una volta arrivata al peso desiderato le cose andranno bene, ma in fondo, tutte sappiamo che non è così, che se decidi di arrivare ai 40 kg e ci arrivi, le cose non cambiano. La situazione semplicemente degenera in qualcosa di troppo grande. Ma io penso che i nostri blog siano un'arma, si, a volte a doppio taglio, ma che tra noi possiamo anche spingerci a stare meglio davvero. Io l'ho sempre saputo "dall'anoressia non si guarisce mai del tutto". Sì, è vero. Ma non è detto che non si possa stare meglio, che si possa riuscire a convivere con questa malattia e che un giorno riusciremo anche ad accettarci per quello che siamo.
Sono una persona che accetta le critiche, che se qualcuno mi scrive in un commento "l'anoressia è una malattia e se continui così arriverai ad un punto di non ritorno. Apri gli occhi, riprenditi!" io non penso che il suo commento sia fuori luogo e di certo non lo invito ad abbandonare il mio blog o a non leggerlo più. Accetto le critiche, senza problemi. Mi secca se qualcuno pensa che siamo delle ragazze stereotipate che seguono falsi ideali, perché la nostra malattia non nasce da un ideale. E' una malattia e una malattia può essere in parte influenzata dalla società, ma non è detto che se i canoni cambiano, i disturbi alimentari svaniscano. Non è così. Vorrei solo che la gente capisse che ognuno di noi ha un problema. Che non sarebbe giusto chiudere i nostri blog, perché la libertà dell'individuo è sacra, tuttalpiù si può diffondere la conoscenza di questa malattia per prevenzione. Si può parlare con i propri figli e stargli più vicini, ascoltarli, perché è facile precipitare in vortici che ti risucchiano completamente, che siano disturbi alimentari o altro. Non siate superficiali e guardate entrambe le facce della medaglia. E' facile dire che siamo persone superficiali, che siamo stupide, che gente che sta male per davvero e noi stiamo qua ad alimentare questo problema. No, non siate superficiali perché l'anoressia non è una scelta di vita. C'è gente che muore a causa di questa malattia (Isabelle Caro, Karen Carpenter, ...). Non è mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita.
E a tutte quelle persone che per caso leggeranno questo mio post e che sono persone normali sappiate che le parole sono una delle armi più importanti che esistano.
Snotra.
mi vanto, senza falsa modestia, di essere la causa scatenante di questo post. dato che so chi ti legge, penso tu abbia reso un servizio importante con questo scrivere... sei una ragazza coraggiosa Snotra.
RispondiElimina:)che altro dire?
RispondiEliminati sono vicina...ti abbraccio
RispondiEliminaNiente da dire...fantastica come sempre.....mi restano molto impresse queste parole..io mi reputo "normale" ma sai, settimane fa ho iniziato a vomitare ogni giorno...e hai ragione, in fondo a queste malattie ci sta sempre un problema..io non so quale sia il mio..ma ho smesso di vomitare..e ho paura perché penso sia la calma prima della tempesta...
RispondiEliminaHo paura ma allo stesso tempo sembrerebbe un sollievo..ho paura anche perché è poco tempo che sono "vicina" a questi problemi..e non so il motivo della mia fame perenne in questi ultimi giorni..e non so il motivo per cui piango ogni volta che mi guardano..e mi sento in colpa xk il mio ragazzo è stupendo..e io no....e pur volendolo vedere c è questo che mi frena..
Non so tante cose..ma spero sia solo un periodo...io so che prima che fisica questa è una "malattia mentale"..e ho paura xk penso che mentalmente davvero ne soffro.....non so cosa succederà..
Scusa lo sfogo tesoro....ma quando inizio non la finisco più...
Sono con te..per qualsiasi cosa sai dove trovarmi...
Un bacio
io ti trovo meravigliosa tesoro..
RispondiEliminati trovo fantastica..
ti stringo forte
Certe volte parliamo a vanvera così tanto per, senza un motivo preciso, e ce ne freghiamo della pesantezza delle nostre parole. Tu sei consapevole della pesantezza delle parole? perché che una parola può rovinare lo sappiamo dire tutti. Applicare questo concetto su tutti gli esseri umani che ci circondano, è quello il difficile. Se consideriamo che non tutti quelli che ci circondano sono da noi riconosciuti come pienamente umani. E persino questa loro protesta viene percepita da noi come vittimismo.
RispondiEliminaSai che non si sceglie di essere malati. Tu ti sei ammalata e non vuoi che altra gente soffra la tua stessa situazione. Mettiti una mano sulla coscienza e chiediti cosa fai ogni giorno per prevenire questa eventualità. Scavalcando queste gradevoli riflessioni.
Io sono assolutamente convinta che esistano persone che ti spingano i basso. Ma esistono persone che ti possono salvare.
RispondiEliminaSta alla persona che riceve le critiche guardare i commenti con razionalità e scegliere quello che fa bene da quello che può far male.
TUTTI sono liberi di esprimersi. Tutti sono liberi di cercare sostegno. E di sfogarsi. Non è incitare gli altri alla malattia. E sfogarsi. Perché delle volte c'è veramente bisogno di un sano sfogo.
Poi è vero. Non tutti i blog sono sani. Sia quelli in cui si istiga a mangiare troppo, sia quelli in cui si istiga a mangiare poco. Ma esistono un sacco di altri blog che istigano alla violenza, al razzismo all'omofobia.
Non vedo perché bisogna accanirsi verso un gruppo di persone che semplicemente sta unita per darsi coraggio e forza. Non verso una malattia. Ma semplicemente per affrontare la vita.
Ho fatto un discorso confuso. Spero di essere stata chiara.
Un abbraccio! Ti esprimi meravigliosamente :)
Voglio ripartire dal commento che ho scritto sul post di Patalice:
RispondiElimina"io credo che le malattie spesso afferiscano alla personalità e che certe volte la compenetrino a tal punto da non poterle discernere dalla persona. In virtù di questo io credo nella forza della ragione: intendo che bisognerebbe far capire loro che dicono stupidaggini e farlo con esempi concreti. Questa società pecca di esempi ed è questo il grande dramma: ci vogliono le palle ed una grande personalità per esporsi caparbiamente. La posta in gioco è l'alienazione che ai giorni d'oggi risulta essere all'ordine del giorno".
Quello che hai scritto è molto toccante e, per come la vedo io, conferma quello che dico. Ho letto le parole di una persona consapevole, che conosce le sue ferite, che sa che queste non sono ancora rimarginate. Ho visto dignità nella tua sofferenza: questa malattia fa parte di te, non la puoi escludere dalla tua personalità, se tu non avessi mai vissuto questa condizione oggi non avresti scritto queste parole da cui si può imparare molto. Si può sbagliare, ci si può mettere nei guai, nella vita le debolezze ci marchiano a fuoco. Ma noi siamo umani anche per questo e tu, ragazza mia, sono certo che invertirai la tendenza convertendo la tua debolezza nella tua forza più grande. Non smettere mai di dire come la pensi, socializza il tuo problema, fallo entrare nella teste delle persone e nel tuo piccolo diventa testimone di un cambiamento.
@.V.: Sì, sono consapevole della pesantezza delle parole, so quanto possono fare male. Certo, è normale. Spesso si parla a vanvera e si dicono cose che non si dovrebbero dire, ma questo capita perlopiù quando si è arrabbiati con qualcuno o quando si litiga. Non capisco sinceramente se questa domanda è una critica, oppure solo una domanda retorica. In ogni caso non si può aiutare una persona se prima non si guarisce. E' come aiutare una persona a smettere di fumare quando tu continui a fumare e non riesci a smettere. E' impossibile. Si possono dare consigli, si può incoraggiare e sostenere. Questo si può fare.
RispondiEliminaIo ti quoto e basta.
RispondiEliminaBellissimo post, brava.
Io so che riuscirai a far tesoro tu stessa delle tue parole.
Sì, forse non si guarisce del tutto, ormai tendo a pensarlo anch'io, ma si può uscire dal tunnel, e tenere addosso solo le cicatrici della lotta. Le guarderemo, e a volte ne avremo nostalgia, ma ricorderemo che hanno fatto male, che non vale la pena riprovare quel dolore.
Ce la faremo <3
Non conosco la tua storia x fare un commento costruttivo. Mi spiace x' sono sicura che alla base di ciò che scrivi ci sia tanto dolore. E comprendo il tuo consiglio, grazie. Punta su te stessa cara, considera il vivere un bene prezioso, non lasciarti scalfire da chi non ti vede. Un abbraccio
RispondiEliminaCredo che scrivere un post del genere, per te sia stato, non solo uno sfogo, ma anche un mettere a fuoco il problema e un atto di coraggio.
RispondiEliminaIo spero che un giorno tu possa vivere serena, senza tormenti.
Ti abbraccio.
sei davvero fantastica.
RispondiEliminaforza tesoro
RispondiEliminami piace l'interpretazione di sonnen blume sul tenersi addosso le cicatrici della lotta, perché significa che abbiamo combattuto ed è già una grande cosa. si può convivere con ciò che fa soffrire te lo dico per esperienza...
un abbraccio
Davvero non saprei cosa aggiungere a questo post, quoto ogni singola lettera.
RispondiEliminaApprezzo la forza che hai dimostrato nel cercare aiuto, credimi, tante ragazze purtroppo non ci riescono.