lunedì 26 dicembre 2011

Prospettive

E Natale è passato, e con questo spero anche i pranzi e le cene con i parenti. Oggi è stato completamente un disastro... Ma d'altronde cosa mi potevo aspettare? E' stato un trionfo di dolci... e quale orrore più grande per una persona a dieta e con un difetto quale la golosità?
Adesso i sensi di colpa mi fanno visita e si prendono possesso di me, così come anche tutto il grasso che si va ad accumulare nei punti meno opportuni, ma non posso permettermi il lusso di stare qua a rimuginare su ciò che ho mangiato e su ciò che non avrei dovuto mangiare, devo piuttosto organizzare la giornata di domani e seguirla punto per punto, tenendo anche conto del fatto che sarò a casa insieme ai miei genitori che sicuramente insisteranno per farmi mangiare. So anche però che ogni volta che mi organizzo le giornate, non vanno mai come vorrei... Parto con le migliori intenzioni, ma poi succede qualcosa, perdo il controllo e in 5 minuti il danno è fatto. Quindi che fare? Io provo a stilare un minimo programma da seguire  se lo riesco a rispettare bene, altrimenti l'odio nei miei confronti aumenterà.


Programma
colazione: caffè
spuntino: /
pranzo: piatto x (non posso decidere le quantità ma cercherò di mangiarne il meno possibile)
spuntino: /
cena: piatto x senza pane.

Se riuscissi potrei anche raggiungere un massimo di 800 kcal, e sarei anche soddisfatta. Ma purtroppo non riuscirò a perdere un chilo nel giro di 4 giorni, quindi quando giovedì mi peserò dalla psicologa dovrò prepararmi a subire il colpo. Mi sento distrutta, triste, sconsolata, enorme, schifosa. Sento di non potercela fare, ma nello stesso tempo sento di volerlo. E' così difficile... Ma voglio tornare almeno ai 47 chili tondi tondi. Voglio mantenermi sottopeso, voglio essere magra. Ed è incredibile dire ciò dopo più di un anno e mezzo di terapia. La psicologa diceva che la terapia sarebbe durata più o meno intorno ai due anni e fino ad ora è stata contenta dei miei progressi al punto che mi voleva portare ad un congresso o a qualcosa del genere. E' sempre contenta di me, ma io no. Quando lei mi dice "adesso non puoi più essere considerata anoressica..." io mi sento morire, quando io le dico "io non sono come le altre, altrimenti non avrei preso tutti questi chili" e lei cala la testa volendo confermare ciò che dico io mi sento ancora più morire, mi sento un verme. Guardo i vecchi tempi con tanta tristezza, con le lacrime agli occhi... Faccio il paragone tra ciò che ero prima e ciò che sono ora, ma non riesco a spiegare a parole quello che provo. So solo che sono una persona ambigua, stupida, stupida e stupida. E rivoglio il mio corpo, e voglio essere felice. Tutto questo mi sembra impossibile, io non mi merito di essere felice. E mi sa che qualcun altro la pensa precisamente come me.



Un bacio alla più bella compagna di viaggio, prima e unica.
E con la quale, magari, potrò vivere una delle esperienze più belle della mia vita.
Snotra.

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